Riconoscere la speranza

Testimonianze dalla società e dalla cultura 

“Se’ di speranza fontana vivace”: queste parole, tratte dall’Inno alla Vergine di Dante Alighieri e recentemente richiamate all’uomo di oggi da Mons. Luigi Giussani, hanno ispirato la Fondazione C.E.U.R. nella scelta del tema di alcuni incontri culturali, svoltisi nella primavera del 2003 nei Collegi da essa gestiti.  Così filosofi, poeti, scrittori, medici e testimoni di un’esperienza personale e comunitaria di costruttività sociale si sono messi in gioco davanti a giovani universitari, dando le ragioni della propria speranza e rileggendo, da diverse angolature, i percorsi dell’uomo moderno e contemporaneo. La speranza infatti è un grande tema dell’esperienza umana, anche quando rimane implicita o addirittura viene negata, perché senza speranza non si può vivere. Il limite, anche quello supremo che è la morte, è stato vinto dal Mistero che si è reso compagnia all’uomo: a tutti gli uomini perciò, di qualsiasi estrazione culturale essi siano, diciamo che la speranza di tutti può essere sostenuta, perché non esiste niente di più sicuro al mondo se non in questo avvenimento.  Così la speranza diventa fattore di  creatività nello studio e nel lavoro e dà alla vita di ciascuno una prospettiva di costruttività e di miglioramento della società, nel riconoscimento di un bene comune.

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